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LE CATEGORIE E I PREZZI INDICATI SONO PARAMETRI E PREZZI PERSONALIZZATI APPLICATI  DA HOMEPIEMONTE SRL SULLA BASE DI INTERVENTI ESEGUITI E REALIZZATI NELLE SEGUENTI REGIONI IN CUI OPERIAMO: PIEMONTE - LIGURIA - LOMBARDIA
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RESPONSABILITA' DEL PROFESSIONISTA INCARICATO ALLA PROGETTAZIONE E D.L 

Il libero professionista, incaricato dalla committenza per il progetto, la Direzione Lavori, la Sicurezza o Collaudo, nella realizzazione della propria casa, (ristrutturazione o nuova costruzione), assume nel momento dell'incarico una responsabilità civile e penale. Tali aspetti si manifestano quando esistono le condizioni di aver causato un danno economico rilevante con dolo o colpa. Nello stesso tempo deve esistere il nesso di causa tra l'azione del professionista e l'evento dannoso. La responsabilità civile del professionista nei confronti del cliente deriva sia dal contratto tra professionista e cliente, (se non esegue correttamente la prestazione prevista, è tenuto al risarcimento del danno). che nella forma extracontrattuale, (qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che lo ha commesso a risarcire il danno). RESPONSABILITA' PENALE La responsabilità penale si manifesta quando il professionista incaricato evidenzia una condotta dolosa o colposa violando le norme del codice penale. In ambito penale, il professionista incaricato  può essere coinvolto nei reati commessi sia come cittadino che come pubblico ufficiale, se ricopre tale ruolo. I reati includono:  abuso d’ufficio, falsa perizia, falsità in atti pubblici e altro. Sotto l'aspetto Urbanistico Edilizio Ambientale, la tipologia dei reati sono contemplati dal Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (D.P.R. n. 301/2001). Nel caso in cui il rpfessionista incaricato nell'espletamento dell'attività professionale si mostri inadempiente, legittima il cliente ad agire per ottenere il risarcimento dei danni ai sensi dell’art.1218 c.c., a meno che il professionista non provi che l'inadempimento o il ritardo nel consegnare l'opera progettata, è stato determinato da causa a lui non imputabile. Il cliente sarà dunque, tenuto a dimostrare il danno a lui occorso, l'inadempimento del professionista in termini di negligenza, imprudenza ed imperizia, oltre al nesso causale esistente tra danno subito e condotta del tecnico incaricato. Pertanto, una volta accertata la responsabilità, il cliente potrà ottenere ristoro della perdita subita, il cosiddetto danno emergente con conseguente restituzione delle somme eventualmente già corrisposte, nonché del mancato guadagno, e cioè il lucro cessante “in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta”, come previsto dall’art. 1223 c.c.

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PRINCIPALI FORME DI DISSESTO DELL'ARCO
Riconoscere le difettosità e il degrado delle strutture richiede un'interpretazione attenta dei fenomeni critici, basata sull'esperienza in cantiere. I segnali di allerta per interventi definitivi si manifestano attraverso scorrimenti o cedimenti in aree localizzate, sviluppandosi in modo simmetrico. Questi punti, che originariamente rappresentano l'equilibrio iperstatico dell'arco o della volta, diventano critici. Se le lesioni o le crepe si manifestano in queste aree, l'equilibrio della struttura diventa instabile, aumentando il rischio di crollo (è fondamentale osservare la simmetria delle lesioni in relazione all'asse geometrico definito dalla forza P). Una struttura (arco o volta) che possedeva inizialmente tre gradi di iperstaticità può divenire labile, portando eventualmente al crollo. Intervenire in modo appropriato significa ripristinare la simmetria originale dell'arco e allineare i conci, ovvero i componenti dell'arco posizionati all'interno della curva delle pressioni. È essenziale intervenire sui piedritti, che possono essere la causa del cedimento, nonché nei punti critici evidenziati nella figura precedente. CONSOLIDAMENTO DI ARCHI E VOLTE : Le principali tecniche di consolidamento di un arco o di una volta riguardano essenzialmente i piedritti (A), che servono a rinforzare la volta e sostenere le spinte orizzontali. Un'altra soluzione consiste nel riempimento nel piano alle reni (C), dove è necessario aggiungere carichi per "allineare" la curva delle pressioni della volta. La soluzione (B) prevede l'inserimento di una catena per contrastare le spinte orizzontali. Recentemente, si è adottata la soluzione (D), che implica l'uso di un getto di calcestruzzo strutturale alleggerito e collaborante. È cruciale l'impiego di calcestruzzo strutturale a basso peso specifico, come il LECA 1400 premiscelato o simile; inoltre, è opportuno che lo spessore del getto o dello strato collaborante non superi i 6 cm. In questa soluzione, è importante prevedere anche il posizionamento di connettori per ancorare lo strato della volta al nuovo getto in calcestruzzo armato. Arch. Stratacò Angelo Antonio Albo Architetti Torino e Provincia
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LO SFONDELLAMENTO DEL SOLAIO IN LATERO CEMENTO
Lo sfondellamento di un solaio è un problema strutturale che consiste nel distacco della parte inferiore delle pignatte o delle tavelle in laterizio, che può portare a gravi conseguenze se non affrontato correttamente. Ecco alcune indicazioni su come individuare e correggere lo sfondellamento di un solaio. Prima di procedere con la correzione, è importante identificare i segnali di sfondellamento: Crepe o FESSURAZIONI visibili: Controllare la presenza di crepe o fessurazioni nella parte inferiore del solaio. Distacco di intonaco: L’intonaco che si stacca può essere un segno di sfondellamento. Rumori insoliti: Scricchiolii o rumori di cedimento possono indicare problemi strutturali. Deformazioni: Variazioni nella planarità del solaio, come rigonfiamenti o avvallamenti. Cause comuni Le cause dello sfondellamento possono includere: Umidità: L'accumulo di umidità può indebolire le strutture in laterizio. Carichi eccessivi: Un sovraccarico può stressare il solaio oltre i suoi limiti progettuali. Cattiva qualità dei materiali: L'uso di materiali di bassa qualità può contribuire al degrado. Difetti di costruzione: Errori durante la costruzione possono portare a problemi strutturali. Correzione dello sfondellamento Valutazione professionale Prima di intraprendere qualsiasi azione, è fondamentale consultare un architetto o  ingegnere strutturale per valutare la gravità del problema e determinare le soluzioni più appropriate. rinforzo strutturale Esistono diverse tecniche per rinforzare un solaio affetto da sfondellamento: Rete metallica: Applicare una rete metallica fissata con tasselli chimici o meccanici per sostenere la parte inferiore del solaio. Sistemi di rinforzo con fibra di carbonio: L'uso di tessuti in fibra di carbonio può migliorare la resistenza e la stabilità del solaio. Spritz Beton: L'applicazione di cemento spruzzato per rinforzare e consolidare la struttura. Sostituzione delle pignatte In casi gravi, potrebbe essere necessaria la sostituzione delle pignatte danneggiate. Questo richiede la rimozione delle parti deteriorate e il ripristino con nuovi elementi strutturali. Ripristino dell’intonaco Una volta risolto il problema strutturale, è possibile ripristinare l’intonaco per migliorare l'estetica e la finitura del solaio. Prevenzione futura Controlli periodici: Programmare ispezioni regolari per identificare problemi precocemente. Gestione dell'umidità: Assicurarsi che il solaio sia protetto dall'umidità, ad esempio mediante impermeabilizzanti. Carichi adeguati: Evitare di sovraccaricare il solaio con pesi eccessivi. Affrontare lo sfondellamento del solaio con tempestività e competenza è essenziale per garantire la sicurezza e la longevità di una struttura. 
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CLASSIFICAZIONE ZONE SISMICHE IN ITALIA

A partire dal 2003 la classificazione sismica è stata completamente aggiornata (Ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003). La classificazione sismica in Italia distingue quattro zone sismiche: Zona 1 intensità sismica alta: è la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti, le zone interessate sono: Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Molise, Campania, Calabria, Sicilia. Zona 2 intensità sismica media: in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti, le zone sono: Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Basilicata. Zona 3 intensità sismica bassa: in questa zona si possono verificare scuotimenti modesti, sono:: Lombardia, Toscana, Piemonte, Liguria. Zona 4 intensità sismica molto bassa: è la meno pericolosa, in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse; le zone sono Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Sardegna.. Dal 1 luglio 2009 con l’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, per ogni costruzione ci si deve riferire ad una accelerazione di riferimento “propria” individuata sulla base delle coordinate geografiche dell’area di progetto e in funzione della vita nominale dell’opera. Un valore di pericolosità di base, dunque, definito per ogni punto del territorio nazionale, su una maglia quadrata di 5 km di lato, indipendentemente dai confini amministrativi comunali. Dal 1900 ad oggi si sono verificati in Italia 30 terremoti molto forti (Mw≥5.8), alcuni dei quali sono stati catastrofici. Negli ultimi 30 anni la Rete Sismica Nazionale ha registrato più di 190.000 eventi sismici in Italia e nei Paesi confinanti, la maggior parte dei quali non è stata avvertita dalla popolazione e sono 45 i terremoti che hanno avuto una magnitudo Richter ML pari o superiore a 5.0. I più forti terremoti di questo periodo sono avvenuti in Abruzzo il 6 aprile 2009, Mw =6.1, e in Emilia Romagna il 20 maggio 2012, Mw =5.8. NOTA IMPORTANTE: L'Italia è il Paese dei paradossi, questo ormai è chiaro a tutti. Il 16 maggio 2012, sulla Gazzetta Ufficiale n. 113 è stato pubblicato il Decreto Legge 15 maggio 2012, n. 59 recante "Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile" che all_art. 2 rubricato Coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali scarica ogni responsabilità dello Stato sui danni derivanti da calamità naturali e quindi anche da terremoti. In un altro momento il decreto legge sarebbe passato inosservato e nessuno o per lo meno in pochi avrebbero sindacato l'operato dello Stato. Peccato che pochi giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il 20 maggio 2012 un terremoto di magnitudo 5,9 ha colpito l'Emilia Romagna causando 7 morti accertati, almeno 50 feriti e 5.000 sfollati.