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A partire dal 2003 la classificazione sismica è stata completamente aggiornata (Ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003). La classificazione sismica in Italia distingue quattro zone sismiche: Zona 1 intensità sismica alta: è la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti, le zone interessate sono: Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Molise, Campania, Calabria, Sicilia. Zona 2 intensità sismica media: in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti, le zone sono: Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Basilicata. Zona 3 intensità sismica bassa: in questa zona si possono verificare scuotimenti modesti, sono:: Lombardia, Toscana, Piemonte, Liguria. Zona 4 intensità sismica molto bassa: è la meno pericolosa, in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse; le zone sono Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Sardegna.. Dal 1 luglio 2009 con l’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, per ogni costruzione ci si deve riferire ad una accelerazione di riferimento “propria” individuata sulla base delle coordinate geografiche dell’area di progetto e in funzione della vita nominale dell’opera. Un valore di pericolosità di base, dunque, definito per ogni punto del territorio nazionale, su una maglia quadrata di 5 km di lato, indipendentemente dai confini amministrativi comunali. Dal 1900 ad oggi si sono verificati in Italia 30 terremoti molto forti (Mw≥5.8), alcuni dei quali sono stati catastrofici. Negli ultimi 30 anni la Rete Sismica Nazionale ha registrato più di 190.000 eventi sismici in Italia e nei Paesi confinanti, la maggior parte dei quali non è stata avvertita dalla popolazione e sono 45 i terremoti che hanno avuto una magnitudo Richter ML pari o superiore a 5.0. I più forti terremoti di questo periodo sono avvenuti in Abruzzo il 6 aprile 2009, Mw =6.1, e in Emilia Romagna il 20 maggio 2012, Mw =5.8. NOTA IMPORTANTE: L'Italia è il Paese dei paradossi, questo ormai è chiaro a tutti. Il 16 maggio 2012, sulla Gazzetta Ufficiale n. 113 è stato pubblicato il Decreto Legge 15 maggio 2012, n. 59 recante "Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile" che all_art. 2 rubricato Coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali scarica ogni responsabilità dello Stato sui danni derivanti da calamità naturali e quindi anche da terremoti. In un altro momento il decreto legge sarebbe passato inosservato e nessuno o per lo meno in pochi avrebbero sindacato l'operato dello Stato. Peccato che pochi giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il 20 maggio 2012 un terremoto di magnitudo 5,9 ha colpito l'Emilia Romagna causando 7 morti accertati, almeno 50 feriti e 5.000 sfollati.
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