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LE CATEGORIE E I PREZZI INDICATI SONO PARAMETRI E PREZZI PERSONALIZZATI APPLICATI  DA HOMEPIEMONTE SRL SULLA BASE DI INTERVENTI ESEGUITI E REALIZZATI NELLE SEGUENTI REGIONI IN CUI OPERIAMO: PIEMONTE - LIGURIA - LOMBARDIA
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RINFORZO A FLESSIONE DI TRAVI IN CEMENTO ARMATO CON CFRP. Questo tipo di rinforzo utilizzato per aumentare la portanza di solai, e in genere per migliorare la resistenza a flessione dell'impalcato, si può realizzare con materiali compositi (CFRP). Si dispongono i tessuti o lamine pultruse in fibra di carbonio in modo unidirezionale. Si posizionano all'intradosso dell'elemento strutturale o impalcato. Generalmente, durante la fase di progetto, l'intervento per il rinforzo a flessione non si limita alla sola fase di posizionamento delle lamine, ma si procede anche con l'integrazione dell'armatura tesa (dove necessario); sempre all'intradosso dello stesso  In questo caso, sarà preventivamente realizzato il rinforzo intradossale dei travetti, previa puntellatura del solaio e, successivamente, si procederà all'esecuzione del getto integrativo all'estradosso. L'intervento prevede una bocciardatura (martellinatura) delle supertici in calcestruzzo per irruvidire il supporto. Sarà necessario valutare il trattamento delle armature originarie, per inibire la corrosione, utilizzando malta cementizia anticorrosiva per ferri d'armatura.  DURABILITA' DEI MATERIALI COMPOSITI. Bisogna considerare gli effetti dovuti alle escursioni termiche, e alla presenza, o al contatto del materiale composito con soluzioni saline ad elevate concentrazioni. L'attenzione a queste circostanze migliora sensibilmente la durabilità dell'intervento strutturale. E' opportuno valutare sempre l'effetto a livello delle fibre e della matrice, in funzione della classe d'esposizione ambientale in cui è situata la struttura. Per ridurre inoltre il degrado dei materiali compositi posizionati in ambienti umidi è opportuno utilizzare uno spessore superficiale più elevato di resina d'impregnazione, in modo da proteggere le fibre. La resina polimerica è fondamentale nel proteggere la fibra e rallentare il processo di diffusione degli alcali  La preferenza dovrebbe essere data all'uso di resine epossidiche  e viniliche. L'uso di resine a base di poliestere non è raccomandato, in quanto il loro impiego riduce sensibilmente il tempo da cui ha inizio il degrado. Fenomeno del "rilassamento": Negli interventi di consolidamento con FRP, il rilassamento che subisce il materiale alle normali tensioni di esercizio è regolato dal tipo di matrice che lo compone e dalle caratteristiche delle fibre. I materiali compositi costituiti da fibre di vetro o di aramide sono maggiormente predisposti a rottura a livelli di stress più bassi rispetto a quelli delle fibre di carbonio, quindi l'utilizzo di queste ultime è da privilegiare negli interventi di rinforzo strutturale. Un'opportuna scelta di resine e un'accurata progettazione nella disposizione delle trama delle fibre può risolvere in larga parte i problemi legati  alla miglioria strutturale di solai. Arch. Stratacò Angelo Antonio - Albo Architetti Torino e Provincia 
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CASSEFORME - CASSERATURA  PER CEMENTO ARMATO
Il getto del calcestruzzo viene eseguito entro casseforme che servono per contenere il getto e ferri d'armatura e dare la giusta forma alla struttura. Le CASSEFORME possono essere in legno, in acciaio, in alluminio, in plastica ecc...Importante che siano robuste e indeformabili alle sollecitazioni durante il getto ed evitare cedimenti che comprometterebbero la stabilità della struttura. Le casseforme sono composte da: cassero (per il contenimento del getto) e BANCHINAGGIO (sostegno del getto). La realizzazione di una buona casseratura deve prevedere un facile smontaggio e un futuro riutilizzo delle casserature. Dopo la presa inizia il fenomeno dell'indurimento. In questa fase il cls si consolida e acquista capacità di resistenza. Si considera completato a 28 gg. dal getto. Considerando le reazioni fisico-chimiche che avvengono per effetto dell'acqua d'impasto, la maturazione e l'indurimento sono caratterizzate principalmente dall'ambiente in cui si stagiona il calcestruzzo. I principali fattori che influenzano la maturazione  sono: l'umidità, la temperatura dell'aria, il vento.   Arch. Stratacò Angelo Antonio Albo Architetti Torino e Provincia 
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TERRAZZI E LASTRICI SOLARI - GUAINE E PENDENZE
Le coperture piane o i lastrici solari in genere, in quanto coperture di piani abitativi necessitano di categorie lavori particolari per proteggere i vani dai rumori esterni, dal calpestio ed in particolare dalla temperatura. Le variazioni di temperatura sulla copertura, modificano anche la temperatura degli ambienti sottostanti (zona Termica) con effetto di dilatazioni e contrazioni, che, se impedite producono sollecitazioni dannose e danni sostanziali; indispensabili la formazione di giunti elastici. Un altro fenomeno non trascurabile è la condensa del vapore acqueo proveniente dagli ambienti sottostanti, che, bloccato dallo strato impermeabile, ritorna all'interno degli ambienti sotto forma di acqua (fenomeno che si verifica ogni volta che lo strato impermeabile è ad una temperatura più bassa degli ambienti abitativi)Un corretto isolamento tra il solaio e il massetto di pendenza si ottiene con il posizionamento di pannelli termoacustici posati a secco e incollati; è opportuno isolarli dal massetto con fogli di cartonfeltro bitumato. I pannelli possono essere di EPS o lana di roccia o agglomerati di sughero (molto efficaci) o di legno (esempio OSB). Questi prodotti hanno un coefficiente λ tra 0,04 e 0, 08 e γ variabile. L'ideale è quello di realizzare un massetto di pendenza "leggero" con cls strutturale a basso peso specifico (tipo Lecamix1600) che ha anche caratteristiche termo acustiche idonee. Altro sistema per la realizzazione di un terrazzo di copertura è quello di.creare un'intercapedine aerata sopra il solaio di copertura con sostegni di mattoni pieni a intervalli definiti e completando l'opera con il posizionamento di tavelle o struttura analoga. Per ottenere una maggiore efficienza energetica la camera d'aria o intercapedine potrà essere riempita con materiale sciolto o sfuso: argilla espansa, polistirolo in granuli, lana di roccia. Per evitare fenomeni di condensa è opportuno creare delle prese d'aria esterne che possano ventilare la zona interna (camera d'aria). E' importante che la struttura sia completata con regolarità d'arte considerando i seguenti punti fondamentali: a) Lo strato impermeabilizzante deve essere continuativo e avere punto di partenza dal bordo superiore del muro esterno, b) la copertina dovrà essere posata con apposita pendenza (internamente al terrazzo) con frangigoccia adeguato.  Visualizza prezzi GUAINE E COPERTURE
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BREVE STORIA DELLA MURATURA
Le prime forme di muri erano rappresentati da blocchi di pietra sovrapposte e disposti a secco o con fango. La stabilità era garantita dalla massa della pietra medesima: muro ciclopico. Le pietre venivano assestate con schegge di pietre più piccole e fango. In epoche successive si sagomava la pietra, il muro acquisiva maggiore staticità (Palazzo di Cnosso e Festo). Si usavano anche blocchi di forma poligonale e successivamente pietre ridotte in forma trapezoidale sistemate in filari orizzontali Questa nuova sistemazione rappresenta l'inizio della muratura in termini di regolarità d'arte. Sistema che ebbe inizio in quelle civiltà dove il materiale (pietra) si trovava in abbondanza. Nella civiltà Egizia si realizzarono anche "pietre" artificiali, erano blocchi squadrati composti da argilla e paglia ed essiccati al sole. Successivamente si squadrarono i grandi blocchi di pietra ottenendo delle forme parallelepipede di dimensioni uniformi, si creava un materiale con dimensioni regolari e conci squadrati (Civiltà Egizia, Fenicia, ed in genere quella preelenica). Nel periodo Ellenico i blocchi erano spesso di sezione quadrata, avevano dimensioni uniformi ed erano sistemati con la tecnica dello sfalsamento dei giunti. Con la civiltà Etrusca, nasce e si utilizzava la pietra squadrata ossia il tufo che fu adoperato molto dai Romani. Questa tecnica continuò ad essere utilizzata fino al periodo Augusteo quando cioè ebbe inizio l'uso del mattone cotto in fornace ossia il laterizio. I blocchi venivano posati interponendo vari materiali per aumentare l'aderenza compreso l'uso di grappe, perni, arpesi suggellati con il piombo. Sempre In epoca Romana si ebbe il grande sviluppo delle opere murarie in laterizi con i mattoni cotti in apposite fornaci con tipologie di posa: opus latericium o testaceum. Con l'architettura gotica si adoperò il blocco di materiale lapideo perfettamente squadrato e posto in opera con perni e ganci per garantire una maggiore stabilità di posa Le principali forme di opere murarie in pietra che possiamo segnalare sono L'OPUS QUADRATUM : Muro di sostegno per terrapieno posato senza malta. Muratura in pietra posata a secco con buona regolarità d'arte. Le pietre risultano perfettamente squadrate e sistemate secondo lo schema a giunti sfalsati con la pietra sagomata e perfettamente combaciata.