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LE CATEGORIE E I PREZZI INDICATI SONO PARAMETRI E PREZZI PERSONALIZZATI APPLICATI  DA HOMEPIEMONTE SRL SULLA BASE DI INTERVENTI ESEGUITI E REALIZZATI NELLE SEGUENTI REGIONI IN CUI OPERIAMO: PIEMONTE - LIGURIA - LOMBARDIA
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ANCORANTE POLIESTERE - PER Tassello chimico IN EDILIZIA

L'ancorante chimico ad iniezione a base vinilestere senza stirene è un prodotto con un alto valore di aderenza ed elevate prestazioni, progettato per fissaggi pesanti. Questo ancorante è omologato secondo lo standard ETA in opzione 7 per l'utilizzo su zone compresse di calcestruzzo non fessurato.. Principali applicazioni .Questo ancorante può essere utilizzato anche all'esterno delle strutture, in presenza di fori allargati e in zone soggette a forti escursioni termiche, ambiente marino e aggressivi con agenti chimici. È ideale per l'utilizzo su laterizio forato, laterizio pieno e calcestruzzo non fessurato, con la necessità di verificare lo stato del supporto, come Pietra naturale e calcestruzzo. Metodo applicativo dell'ancorante. Il tempo di indurimento deve seguire le indicazioni riportate nel Technical Data Sheet (TDS) del prodotto e durante questo processo è importante evitare di toccare l'ancorante fino al completo indurimento, in quanto ciò potrebbe influenzare le prestazioni di legame del prodotto. È importante seguire correttamente le istruzioni per un uso sicuro dell'ancorante chimico. Si consiglia di evitare di respirare polveri, fumi, gas, nebbie, vapori o aerosol. Dopo l'utilizzo, è importante lavare accuratamente la pelle e indossare guanti e abbigliamento protettivo per proteggere gli occhi e il viso. In caso di contatto con la pelle, si consiglia di lavare abbondantemente con acqua e sapone. In caso di contatto con gli occhi, risciacquare accuratamente per diversi minuti e rimuovere eventuali lenti a contatto, se possibile. Se si verificano irritazioni o eruzioni cutanee, è consigliabile consultare un medico.. Il prezzo medio di un singolo ancoraggio, comprensivo di barra in acciaio, telo o calza di ricoprimento, ancorante chimico in poliestere, varia da 29€/cad a 35€/cad (se il supporto è laterizio o calcestruzzo). 

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MASSETTO COPRITUBO PER PANNELLO RADIANTE A PAVIMENTO

Esistono due principali tipologie di massetti copritubo per impianti di riscaldamento a pavimento: quello tradizionale, è un massetto composto dai seguenti elementi in sequenza o fasi di lavorazione per uno spessore ottimale di circa 45 mm: 50 kg di sabbia, 50 kg di cemento R 32,5, 10 l di acqua, 0,5 l di additivo, 175 kg di sabbia, 8-10 l di acqua per completare l'impasto. Per questa categoria di lavoro è opportuno posizionare anche una rete elettrosaldata di distribuzione (5 cm x 5cm x 5cm diam.2 mm) posizionandola nella mezzeria del massetto copritubo. La posa dovrà essere effettuata con temperature non inferiori ai +5°. La tipologia indicata è adatta per posare piastrelle in gres porcellanato o Ceramica in genera (attendere almeno  una settimana dalla posa massetto). Per palchetti in legno o prefiniti, occorre optare per massetti copritubo a rapida presa (meglio se premiscelati). questo tipo di massetto deve essere realizzato da mani esperte in modo particolare nella composizione. premiscelato autolivellante, il metodo più sicuro per realizzare un massetto copritubo per riscaldamento a pavimento, sono i premiscelati autolivellanti ne esistono molte tipologie e marche differenti in questo caso per la preparazione occorre solo aggiungere l'acqua d'impasto e ottenere quindi una miscela ottimale. I vantaggi sono molti, tra i più importanti i seguenti: possiamo applicare il prodotto in un basso spessore, ha ottima conducibilità Termica (l'attitudine del materiale o strato a trasmettere il calore), possiede ottima stabilità dimensionale ossia la capacità del composto di mantenere costante la sua caratteristica anche al variare delle condizioni ambientali. Ha ottima adesione con la schematura dell'impianto e, (fondamentale) una rapida asciugatura. Queste caratteristiche permettono un'ottimo rendimento dell'impianto di riscaldamento. Al solo scopo di illustrare le caratteristiche del massetto autolivellante, abbiamo preso in considerazione alcuni tra i più noti prodotti sul mercato. visiona prezzi e caratteristiche: SOTTOFONDI

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CASSEFORME - CASSERATURA  PER CEMENTO ARMATO
Il getto del calcestruzzo viene eseguito entro casseforme che servono per contenere il getto e ferri d'armatura e dare la giusta forma alla struttura. Le CASSEFORME possono essere in legno, in acciaio, in alluminio, in plastica ecc...Importante che siano robuste e indeformabili alle sollecitazioni durante il getto ed evitare cedimenti che comprometterebbero la stabilità della struttura. Le casseforme sono composte da: cassero (per il contenimento del getto) e BANCHINAGGIO (sostegno del getto). La realizzazione di una buona casseratura deve prevedere un facile smontaggio e un futuro riutilizzo delle casserature. Dopo la presa inizia il fenomeno dell'indurimento. In questa fase il cls si consolida e acquista capacità di resistenza. Si considera completato a 28 gg. dal getto. Considerando le reazioni fisico-chimiche che avvengono per effetto dell'acqua d'impasto, la maturazione e l'indurimento sono caratterizzate principalmente dall'ambiente in cui si stagiona il calcestruzzo. I principali fattori che influenzano la maturazione  sono: l'umidità, la temperatura dell'aria, il vento.   Arch. Stratacò Angelo Antonio Albo Architetti Torino e Provincia 
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BREVE STORIA DELLA MURATURA
Le prime forme di muri erano rappresentati da blocchi di pietra sovrapposte e disposti a secco o con fango. La stabilità era garantita dalla massa della pietra medesima: muro ciclopico. Le pietre venivano assestate con schegge di pietre più piccole e fango. In epoche successive si sagomava la pietra, il muro acquisiva maggiore staticità (Palazzo di Cnosso e Festo). Si usavano anche blocchi di forma poligonale e successivamente pietre ridotte in forma trapezoidale sistemate in filari orizzontali Questa nuova sistemazione rappresenta l'inizio della muratura in termini di regolarità d'arte. Sistema che ebbe inizio in quelle civiltà dove il materiale (pietra) si trovava in abbondanza. Nella civiltà Egizia si realizzarono anche "pietre" artificiali, erano blocchi squadrati composti da argilla e paglia ed essiccati al sole. Successivamente si squadrarono i grandi blocchi di pietra ottenendo delle forme parallelepipede di dimensioni uniformi, si creava un materiale con dimensioni regolari e conci squadrati (Civiltà Egizia, Fenicia, ed in genere quella preelenica). Nel periodo Ellenico i blocchi erano spesso di sezione quadrata, avevano dimensioni uniformi ed erano sistemati con la tecnica dello sfalsamento dei giunti. Con la civiltà Etrusca, nasce e si utilizzava la pietra squadrata ossia il tufo che fu adoperato molto dai Romani. Questa tecnica continuò ad essere utilizzata fino al periodo Augusteo quando cioè ebbe inizio l'uso del mattone cotto in fornace ossia il laterizio. I blocchi venivano posati interponendo vari materiali per aumentare l'aderenza compreso l'uso di grappe, perni, arpesi suggellati con il piombo. Sempre In epoca Romana si ebbe il grande sviluppo delle opere murarie in laterizi con i mattoni cotti in apposite fornaci con tipologie di posa: opus latericium o testaceum. Con l'architettura gotica si adoperò il blocco di materiale lapideo perfettamente squadrato e posto in opera con perni e ganci per garantire una maggiore stabilità di posa Le principali forme di opere murarie in pietra che possiamo segnalare sono L'OPUS QUADRATUM : Muro di sostegno per terrapieno posato senza malta. Muratura in pietra posata a secco con buona regolarità d'arte. Le pietre risultano perfettamente squadrate e sistemate secondo lo schema a giunti sfalsati con la pietra sagomata e perfettamente combaciata.