02 - CEMENTO ARMATO

PREZZO RIPRISTINO SOLAIO SFONDELLATO

IMPORTANTE: i prezzi indicati nel nostro prezziario possono subire variazioni secondo la località del cantiere, la quantità delle categorie dei lavori richiesti, il periodo in cui si realizzano le opere e la tempistica programmata. Se il prezzo quantificato nella nostra offerta è quello previsto nel nostro modulo di richiesta, è anche compresa la pratica progettuale e catastale; vedi il modulo di richiesta. I prezzi sono IVA di legge esclusa. Tutte le opere computate e contrattualizzate sono realizzate da HOMEPIEMONTE 

PREZZO PER RIPRISTINARE UN SOLAIO SFONDELLATO

Tra le categorie di lavori più comuni per ristrutturare un’unità abitativa, sono le verifiche e il consolidamento di orizzontamenti in latero cemento in cui, spesso dobbiamo provvedere a ripristinare e/o eliminare cedimenti strutturali. La maggior parte di queste difettosità, sono sempre imputati alla tipologia del solaio ed in particolare alla modalità esecutiva dello stesso. In questa pagina ci occuperemo del cosiddetto “sfondellamento del solaio”. Un solaio sfondellato è un solaio difettoso, visivamente è rappresentato dal distacco superficiale della parte inferiore delle pignatte (laterizio) ed il relativo intonaco. Questo fenomeno è riconducibile ad una sollecitazione anomala in cui sono “superate” le caratteristiche di resistenza della pignatta (laterizio). Il primo avviso di questo fenomeno è il distaccamento dell’intonaco e la successiva comparsa sulla superficie del laterizio di una microlesione accentuata. L’intonaco distaccato ha un peso di circa 40 Kg/mq. Lo sfondellamento riguarda generalmente solai in latero cemento “datati” o realizzati intorno agli anni 50; il periodo in cui si abbandonava la realizzazione del vecchio solaio con putrelle e voltine in laterizio (volterrane) e nasceva il solaio in latero-cemento (travetto in cemento armato gettato in opera con due tondini inferiori e il cavalletto superiore). Questa tipologia costruttiva si diffuse in modo globale sostituendo quindi le vecchie tipologie di solai (putrelle e tavelloni, putrelle e volterrane). Nella fase iniziale di realizzazione di questa tipologia di solaio (travetto e laterizio) spesso si disponeva di una qualità scadente di pignatte e in modo particolare si speculava anche sulle caratteristiche del getto in cls di completamento del solaio. Lo sfondellamento di un solaio quindi, è derivato principalmente da una variazione delle caratteristiche di sollecitazione del solaio stesso. La componente strutturale di un solaio è soggetta al degrado del tempo o ad altri fenomeni che ne alterano le caratteristiche originarie di posa. Lo sfondellamento è il risultato ed in particolare l’inizio di un problema legato al collasso dello steso solaio          

PRINCIPALI CAUSE DELLO SFONDELLAMENTO 

  1. La freccia  elastica del solaio risulta essere al limite della normativa o addirittura supera i parametri limite 
  2. Le azioni derivate da equilibri statici progettuali e relativi vincoli e coazioni non sono verificatI o modificatI nel tempo e quindi variati rispetto al progetto originario;
  3. Sono presenti fenomeni di umidità che hanno intaccato il ferro d’armatura oppure uno scarso strato di copriferro che espone il ferro d’armatura dei travetti direttamente all’aria e allo smog, accentuando cosi il fenomeno dell’ossidazione 
  4. Sono presenti carichi eccessivi posizionati nell’intradosso del solaio (controsoffittature, passaggio di tubazioni con fluidi non previsti in fase progettuale o  sovraccarichi e/o eccessivi sulla superficie del solaio stesso.

Uno degli aspetti da considerare in fase progettuale è la compressione trasversale delle pignatte; il diagramma negativo dei Momenti e quindi (spesso) il superamento delle caratteristiche di compressione del laterizio o pignatta accentuando il fenomeno del distaccamento del fondello inferiore del laterizio. (disegno a sinistra) Altro fenomeno da considerare è quella di posizionare l’armatura superiore di ripartizione (rete elettrosaldata) nel getto di completamento del solaio stesso; questo consente un contenimento delle frecce d’inflessione nelle strutture di completamento (travi di bordo, travi in spessore, rompitratta) e quindi si realizza una distribuzione equilibrata delle sollecitazioni trave-pignatta. La funzione della cappa superiore armata elimina le lesioni localizzate nel primo travetto del solaio. Altra causa dello sfondellamento è ad esempio un incendio; le elevate temperature provocano dilatazioni eccessive lungo le parti delimitate dall’armatura delle travi e di conseguenza si genera lo sfondello della pignatta. Prima di effettuare o procedere con il ripristino di un solaio in latero cemento che ha subito il fenomeni dello sfondellamento, è utile verificare e analizzare mediante indagine visiva i seguenti parametri: a) Verificare la presenza di rompitratta; b) verificare la presenza di nodi strutturali e quindi le travi di completamento c) analizzare il posizionamento di eventuali lesioni nei laterizi. La fase successiva è un’indagine strumentale per la verifica delle frecce e l’eventuale consistenza del calcestruzzo.  

SOLUZIONI E RIMEDI

Analizzate le cause dello sfondello si procederà al ripristino a regola d’arte del dissesto. Importante: i nostri prezzi e le categorie dei lavori indicati si riferiscono alla soluzione di completamento dell’intradosso del solaio. Eventuali categorie di lavoro che rientrano nel rinforzo dell’orditura o modifica della struttura sarà esaminata solo mediante analisi strumentale e sopralluogo di verifica, personalizzando le categorie di lavori da eseguire. 
PREZZI PER COMPLETAMENTO E RIPRISTINO SFONDELLAMENTO SOLAIO 
Accurata pulizia della parte ammalorata mediante sabbiatura a stesura di trattamento protettivo rialcalinizzante dei ferri d’armatura, messi a nudo dalle precedenti operazioni di demolizione del copriferro e perfettamente ripuliti dalla ruggine con sabbiatura o pulizia meccanica, mediante applicazione a pennello di due mani di malta cementizia anticorrosiva bicomponente atta a riportare il pH al di sopra di 12, livello minimo per garantire la non corrosione del ferro. Il prodotto deve rispondere ai requisiti minimi richiesti dalla EN 1504-712 €/mq
Ripristino e posizionamento pannelli di EPS opportunamente incollati e livellati secondo il piano finito del solaio. Il prezzo di riferimento è relativo alla superficie di riferimento con uno spessore di EPS non superiore ai 2 cm e 1 mq d’intervento. di soluzione cementizia monocomponente a grana grossa per l’incollaggio e la rasatura di pannelli22 €/mq
Rinforzo strutturale “armato” in abbinamento alla rete in fibra di vetro mediante applicazione a cazzuola o a spruzzo di malta cementizia bicomponente, a base di leganti a reattività pozzolanica, fibrorinforzata ad elevata duttilità. Il prodotto viene impiegato in abbinamento a reti in fibra di vetro A.R. alcali resistente, preapprettata 14 €/mq

 
ALCUNE CONSIDERAZIONI PER UN BUON ISOLAMENTO TERMICO
LA RESISTENZA TERMICA è la difficoltà del calore nell’attraversare un mezzo: solidoliquido, gas. Nel nostro caso i materiali edili utilizzati per isolare le nostre case. La resistenza termica si misura in kelvin per watt  K/W. Migliorare la Resistenza Termica significa trattenere maggiormente il calore (o il fresco) nei nostri ambienti domestici e quindi migliorare il risparmio sul costo dell’energia per sviluppare il calore propagato nell’ambiente. Scegliere uno spessore adeguato di isolamento è importante; non solo, il materiale adoperato deve avere determinate caratteristiche. Per lo stesso spessore di materiale adoperato si hanno differenti gradi di resistenza termica. Lo scopo di un buon progettista termico è definire il materiale idoneo da utilizzare e il giusto spessore di materiale da posizionare per  realizzare una barriera efficace contro la dispersione del calore. Per esempio 10 cm di EPS, equivalgono in termini di prestazioni termiche a  21 cm di pannello in fibra di legno.
ADDITIVO PER MIGLIORARE LE CARATTERISTICHE DI MALTE E RASANTI

Sicuramente uno dei prodotti essenziali per migliorare le caratteristiche di malte per intonaci e rasature è il PLANICRETE, un prodotto che aiuta molto la regolarità d’erte della categoria di lavoro in particolare l’intonaco e la rasatura. Questo prodotto in genere, migliora le caratteristiche meccaniche e di adesione di impasti cementizi per massetti, in particolare  intonaci e rasature di basso spessore, specialmente su grandi superfici esposte alle intemperie e allo smog cittadino. E’ l’elemento essenziale per le manutenzioni di prospetti condominiali.  L’additivo è  una dispersione acquosa ad elevata stabilità, composto da uno speciale elastomero sintetico resistente alla saponificazione alcalina. Questo additivo inoltre  ha la proprietà di essere stabile nei confronti dell’invecchiamento; è un lattice di colore bianco molto fluido che, aggiunto ad impasti di cemento ed aggregati, ne migliora l’adesione, la plasticità, la tissotropia, la ritenzione d’acqua e la lavorabilità in generale. Gli impasti cementizi modificati con Planicrete, dopo presa ed indurimento finale possiedono le seguenti proprietà: a) migliore adesione al supporto; b) maggiori prestazioni meccaniche sia a compressione che a flessione; c) migliore resistenza all’abrasione; d) maggiore impermeabilità; e) migliore resistenza ai cicli di gelo-disgelo; f) migliore resistenza chimica agli alcali diluiti, alle soluzioni saline ed agli oli. IMPORTANTE Non bisogna adoperare questo tipo di additivo in modo puro come primer o ponte di adesione: miscelarlo sempre con cemento o la malta di lavorazione; non usare impasti contenenti Planicrete a temperature inferiori a +5°C o superiori a +40°C; In caso di condizioni ambientali molto calde o ventose, proteggere adeguatamente le superfici dopo l’applicazione da un’essiccazione troppo rapida.

PAVIMENTO – ANTICHI SISTEMI DI POSA 

I pavimenti sono rivestimenti stabili composti da una superficie piana soggetta a calpestio e al passaggio di persone e cose. I principali requisiti di un buon pavimento sono: solidità, resistenza all’usura, leggerezza, impermeabilità, igienicità e facile manutenzione. I pavimenti possono essere: monolitici o di getto, ad elementi, resilienti, tessili. In questo dettaglio ci occuperemo di alcuni pavimenti ad elementi “storici” ossia quei pavimenti composti da elementi preformati posti su sottofondo. Il più semplice ed economico era quello in battuto di cemento (figura a lato). E’ realizzato con un primo strato di calcestruzzo magro, un secondo strato di malta con spolvero di cemento superficiale, la superficie andava lisciata a cazzuola e suddivisa con rullo; veniva usato per cantine e/o locali di servizio ecc. Soffermarci su una delle più belle tecniche di posa di un pavimento è fondamentale; manualità e arte si fondono; il risultato sarà un’opera d’arte. Era il PAVIMENTO ALLA VENEZIANA che abbelliva palazzi e sale consiliari. Questa tipologia di posa nasce nel Cinquecento (rinascimento) a Venezia. Era l’arte del pavimento cocciopesto (alla VENEZIANA). I palazzi erano personalizzati con l’originalità di pavimenti realizzati con scaglie di marmi multicolori opportunamente posati e lavorati. Una tecnica che ha abbellito palazzi ed in particolare pavimenti storici dell’architettura italiana. La delicatezza e i colori del marmo venivano sapientemente aggregati seguendo un disegno programmato. I pezzi di marmo erano incorniciati su quadri ben definiti e delimitati da liste di marmo oppure elementi metallici come l’ottone. Al completamento di queste fasi (a presa avvenuta) si effettuava la cosiddetta orsatura ossia il passaggio superficiale di levigatrici a diversa grana fino a rendere la superficie del pavimento lucida. Il risultato era spettacolare. Una tipologia di pavimento simile alla veneziana era il Bollettonato ossia un pavimento in cui la parte terminale era composta da pezzi di marmo a sezione varia e irregolari tra 5 e 10 cm di larghezza spessore 2/3 cm; erano posati su malta cementizia grassa che si completava con un impasto di solo cemento colorato che riempiva gli interstizi; a presa avvenuta venivano lucidati. Il Bollettonato ha segnato moltissimo il boom economico in Italia dagli anni 60 agli anni 75. La composizione era diversificata con varie tipologie di marmo con gli interstizi dai colori tenui dal bianco al grigio alle terre. Queste tipologie di pavimenti, a causa degli alti costi della manodopera sono stati sostituiti con la ceramica su colla.