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QUANDO E’ OBBLIGATORIO IL DIRETTORE LAVORI

Quando è obbligatorio il direttore lavori

NOTA IMPORTANTE SUI PREZZI INDICATI
I prezzi indicati, che stai visionando, sono in fase di aggiornamento che si completerà entro il corrente anno 2021. La tua analisi dovrà tener conto della presente nota. Risulteranno aggiornati i prezzi di quelle categorie lavori sviluppati nei nostri Computi Metrici inviati e personalizzati da HOMEPIEMONTE SRL in risposta alla tua richiesta di preventivo. I prezzi e le valutazioni del Computo Metrico che ti invieremo terranno conto delle seguenti considerazioni: Quantità delle lavorazioni richieste e loro grado di difficoltà, Distanza dal cantiere e grado di difficoltà di movimentazione delle forniture. L’eventuale pratica di progetto terrà in considerazione dell’incarico ricevuto per la realizzazione delle opere contrattualizzate. Grazie per la tua attenzione!
LA DIREZIONE DEI LAVORI NELL’EDILIZIA PRIVATA 

Nella realizzazione di appalti di edilizia privata, la figura del Direttore dei Lavori è una figura essenziale e fondamentale per la realizzazione e regolarizzazione delle opere appaltate. Questa figura è obbligatoria per legge nei seguenti casi

  1. Realizzazione di nuove costruzioni
  2. rifacimento di prospetti
  3. interventi di consolidamenti strutture ed in particolare consolidamenti sismici
  4. rifacimento di impermeabilizzazioni di lastrici solari, tetti, coperture
  5. ristrutturazioni di appartamenti
  6. nel caso di pratiche edilizie pertinenti la manutenzione straordinaria di edifici
  7. per gli interventi che richiedono dichiarazioni di asseverazione dei lavori nel rispetto dei titoli abilitativi previsti dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
  8. per gli interventi edilizi subordinati al permesso di costruire o per quelli  alle opere strutturali interessate dalle Norme Tecniche per le Costruzioni;

Le norme di riferimento per l’appalto dei lavori privati sono quelle stabilite dal Libro Quarto, Titolo III, Capo VII (Dell’appalto) del codice civile.

RESPONSABILITA’-FUNZIONI E DOVERI DEL DIRETTORE DEI LAVORI NELL’EDILIZIA PRIVATA 

L’esecuzione dei lavori affidati in appalto può essere controllata e vigilata direttamente dal committente o da un tecnico da lui incaricato; ai fini delle responsabilità sul risultato finale dell’opera il committente e/o il direttore dei lavori non devono annullare o ridurre l’autonomia esecutiva dell’appaltatore che, salvo patto contrario, rimane conseguentemente tenuto a rispettare, nell’esecuzione dell’appalto, le regole dell’art 6. Il direttore dei lavori risponde del suo operato al committente di cui deve fare gli interessi durante l’appalto, facendo rispettare all’appaltatore le disposizioni di contratto e impartendo le necessarie istruzioni tecniche per l’esecuzione dei lavori a regola d’arte secondo i disegni progettuali e le relative prescrizioni del  capitolato speciale d’appalto.

RESPONSABILITA’

L’attività del direttore dei lavori si concretizza nell’alta sorveglianza delle opere, che, pur non richiedendo la presenza continua e giornaliera in cantiere né il compimento di operazioni di natura elementare, implica il controllo della realizzazione dell’opera nelle sue varie fasi e, pertanto, l’obbligo del  professionista di verificare (attraverso periodiche visite e contatti diretti con  gli organi tecnici dell’impresa, da attuarsi in relazione a ciascuna di tali fasi) se sono state osservate le regole dell’arte e la corrispondenza dei materiali  impiegati oppure se si sono arrecati danni a terzi per la sua condotta negligente, per esempio in caso di demolizioni di opere esistenti per le quali può essere  importante la sua presenza. Il direttore dei lavori risponde al committente del suo operato circa la corretta  esecuzione nel caso della mancata adozione di tutti i necessari accorgimenti tecnici volti a garantire la realizzazione dell’opera senza difetti costruttivi e nel  rispetto del contratto; non si sottrae a responsabilità nel caso in cui ometta di  vigilare e di impartire le opportune disposizioni di servizio o istruzioni tecniche  al riguardo, nonché di controllarne l’ottemperanza da parte dell’appaltatore e di  riferirne al committente. Il prestatore dell’opera, ai sensi dell’art. 2232 del c.c., deve eseguire  personalmente l’incarico assunto. Può tuttavia avvalersi sotto la propria  responsabilità di collaboratori o sostituti ausiliari, se la collaborazione è  consentita dal contratto e non incompatibile con l’oggetto della prestazione. In  tema di responsabilità il professionista progettista e direttore dei lavori risponde  “per culpa in eligendo” per i danni arrecati da altri professionisti, suoi  collaboratori, agli edifici da lui progettati o diretti. Nello specifico dell’esecuzione dei lavori riguardanti l’accettazione dei materiali, le responsabilità e il potere discrezionale sono quelli stabiliti nel capitolato  speciale d’appalto, il mancato rispetto di tali norme costituisce inadempimento del  direttore dei lavori nell’esecuzione del contratto di opera professionale.

LE FUNZIONI NELLO SPECIFICO

Il direttore dei lavori deve operare nel rispetto delle norme urbanistiche e in  particolare del D.P.R. n. 380/2001 e delle Norme Tecniche per le Costruzioni per  l’esecuzione di opere riguardanti strutture. Nella pratica esecutiva, alla stessa maniera di un lavoro pubblico, il direttore dei lavori provvede:

  1.  Alla consegna dei lavori
  2.  Ai controlli d’accettazione dei materiali strutturali come le miscele omogenee di  calcestruzzo e l’acciaio per c.a. o l’acciaio per carpenterie, nel rispetto delle Norme  tecniche per le costruzioni o secondo le prescrizioni più restrittive del capitolato speciale  d’appalto
  3.  Alle prove sugli impianti idrico-sanitari, riscaldamento, condizionamento etc
  4.  Alla contabilità dei lavori
  5.  Alla verifica dell’attuazione delle misure di sicurezza previste dal Pos o dal Psc
  6.  A impartire ordini di servizio per la corretta esecuzione dei lavori e degli oneri a carico  dell’impresa
  7.  All’emissione degli stati d’avanzamento e dei certificati di pagamento
  8.  Alla redazione delle perizie di variante in corso d’opera
  9.  Alla redazione degli eventuali atti aggiuntivi
  10.  All’eventuale sospensione e ripresa dei lavori
  11.  Alla redazione del certificato di ultimazione dei lavori
  12.  Alla redazione del verbale di verifica finale
  13.  Alla redazione del verbale di riconsegna e di accettazione delle opere realizzate
  14.  Alla redazione della dichiarazione di regolare esecuzione per gli interventi di riparazione e  gli interventi locali sugli edifici esistenti.

L’obbligo del direttore dei lavori costituisce un’obbligazione di mezzi, cioè  di comportamento, non già di risultato, in quanto ha per oggetto la prestazione di  un’opera intellettuale che non si estrinseca nemmeno in parte in un risultato di cui  si possa cogliere tangibilmente la consistenza, non sfociando in un’opera materiale. In conseguenza, all’obbligazione del direttore dei lavori non è applicabile la  disciplina dell’art. 2226 c.c. (che riguarda le obbligazioni di risultato) secondo  cui l’accettazione espressa o tacita libera il prestatore di opera di responsabilità per difformità o vizi della medesima, con la conseguenza che l’accettazione  dell’opera realizzata da parte del committente non esonera il direttore dei lavori  della responsabilità nei confronti del committente stesso per inadempimento delle  obbligazioni da lui assunte. In tema di risultato, bisogna però tenere in considerazione che il direttore dei lavori è spesso anche progettista delle opere.

I DOCUMENTI DI RIFERIMENTO PER IL DIRETTORE DEI LAVORI

Il contratto d’appalto e il capitolato speciale d’appalto sono i documenti di  riferimento per il direttore dei lavori. È consigliabile per il committente, alla  stregua dei lavori pubblici, fare eseguire un controllo degli elaborati progettuali  e degli aspetti capitolari che a suo avviso si presentano poco chiari e che  potrebbero in seguito dare adito a contenziosi e a sospensione illegittime dei  lavori con richiesta di danni da parte dell’impresa; in sostanza si dovrebbe fare  effettuare una specie di validazione del progetto da un tecnico terzo soprattutto se  l’importo dei lavori è considerevole. Il contratto d’appalto privato deve essere redatto con riferimento alle disposizioni  del codice civile, Titolo III, Capo VII, Dell’appalto (articoli da 1655 da 1677) che  costituiscono anche le norme di riferimento per l’esecuzione dell’appalto, nonché  alle forme di deroga concordate dalle parti su certi aspetti (per esempio la  fornitura dei materiali da parte del committente, il pagamento del corrispettivo, la  revisione dei prezzi, etc.).

DOCUMENTI DA CANTIERE REDATTI E CERTIFICATI DAL DIRETTORE DEI LAVORI
verbale prelievo cls verbale prelievo barre armatura verbale corretta esecuzione
prelievo_cls verbale barre armatura Certificato esecuzione


CARATTERISTICHE DELLE COSTRUZIONI ANTISISMICHE 

Gli edifici di nuova costruzione, per essere antisismici, devono possedere i requisiti di sicurezza “nei confronti di stati limite ultimi”, ossia capacità di evitare crolli, perdite di equilibrio e dissesti gravi, totali o parziali. La struttura deve essere progettata in modo tale che il degrado nel corso della sua vita nominale (purché si adotti la normale manutenzione ordinaria) non pregiudichi le sue prestazioni in termini di resistenza, stabilità e funzionalità. La protezione contro il degrado si ottiene attraverso un’opportuna scelta dei dettagli, e delle dimensioni strutturali. Un edificio antisismico può essere realizzato in calcestruzzo armato normale o precompresso, ossia cemento con barre di acciaio (armatura) annegate al suo interno ed opportunamente sagomate ed interconnesse fra di loro. Le barre devono avere un diametro minimo di 5 mm. A seconda del rischio sismico della zona dove si costruirà l’edificio. La classe di resistenza del calcestruzzo potrà essere più o meno alta (il minimo è Classe 8/10, il massimo è 90/105). In fase di costruzione la messa in posa di pilastri e travi deve avvenire contemporaneamente, onde evitare la creazione del “giunto” che può pregiudicare la stabilità dell’edificio. L’altezza dell’edificio deve essere limitata in relazione alla classificazione sismica del territorio: le case che ricadono in zona 1, quella a massimo rischio sismico, non devono superare i due piani di altezza, se in muratura ordinaria, tre piani se in muratura armata (nel caso di progettazione semplificata). COLLAUDI: l‘edificio antisismico deve resistere a torsioni, flessioni, deformazioni, tagli, vibrazioni, fessurazioni, tensioni, corrosioni. Bisogna inoltre verificare l’aderenza delle barre d’acciaio con il calcestruzzo. Anche le costruzioni in legno sono sottoposte a prove di robustezza e staticità, in particolare per verificare la resistenza a trazioni, flessioni e compressioni sia parallele che perpendicolari alla fibratura del legno stesso. In fase di progettazione la resistenza per tutte le sollecitazioni previste si ricavano applicando le norme di calcolo illustrate nella legge. Il collaudo statico, invece, deve essere effettuato in corso d’opera.

i Contenuti dell’articolo sono stati sviluppati sulla base di Dario Flaccovio editore: LA DIREZIONE DEI LAVORI NEGLI APPALTI DI EDILIZIA PRIVATA 
Per motivi di sicurezza, in cantiere la libertà di movimento è vigilata e ristretta. Utilizzare i D.P.I. (dispositivi di protezione individuali) salvano  la vita. Scarpe antinfortunistiche, casco, sistemi protettivi anticaduta, si lavora in sicurezza, si chiude la giornata lavorativa senza rischi e infortuni evitando prolungate malattie!!
  
IL TUBO DRENANTE 

raccoglie l’acqua in eccesso e la convoglia in apposito pozzetto di smaltimento; utile per drenare muri di sostegno o muri soggetti a fenomeni di dilavamento. E’ in materiale plastico con la superficie incisa a solchi paralleli. In ogni solco (gola) sono posizionati dei fori o fessure per l’ingresso dell’acqua in eccesso presente sulla superficie esterna del tubo. Per una corretta posa è necessario: stendere un foglio di tessuto non tessuto attorno alle pareti dello scavo; realizzare un supporto con materiale selezionato (ghiaietto di granulometria 3-5 mm) con uno spessore di 10 cm evitando così che la sommità della costola vada a poggiare sul terreno di scavo; utilizzare come materiale di riempimento attorno al tubo un prodotto selezionato (spezzato o ghiaietto di granulometria 3-5 mm; effettuare il riempimento con il medesimo fino a 30 cm sopra l’estradosso del tubo; coprire la sezione di ricoprimento con il tessuto non tessuto; ultimare il riempimento con il terreno di riporto.

 

IVA AL 10 % PER SCHERMATURE SOLARI – Con la categoria delle schermature solari si può accedere alla detrazione del 50% per interventi di risparmio energetico. Le categorie dei materiali che rientrano nella detrazione, come precisato dall’ENEA sul sito dedicato sono: scuri; tende alla veneziana; tapparelle; persiane a battente, alla veneziana o a soffietto; tende esterne a bracci pieghevoli o rotanti, a rullo, verticali; tende per lucernari e finestre su tetto In riferimento a queste tipologie di beni l’Agenzia delle entrate con la circolare 15/2018 ha chiarito che l’acquisto con posa in opera di questi prodotti rientra nell’ambito di applicazione dell’IVA al 10% e non in quella del 22% come previsto nel caso di tende e tendaggi di arredamento.

 

CONSOLIDARE UN SOLAIO IN LEGNO CON PROTOCOLLO LECA
Uno degli interventi consolidati per la miglioria sismica di un solaio (legno o latero cemento) è quello del rinforzo mediante connettori o utilizzo di protocolli consolidati di Aziende del settore. Sicuramente uno dei principi fondamentali è la riduzione delle masse sugli orizzontamenti e connettere in modo rigido tutti gli elementi in acciaio previsti dal progetto
110%SUPERBONUS RISTRUTTURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI CASA TUA

Il video anche se datato Maggio 2020 è attualissimo anche alla luce della proroga nell’ultimo consiglio dei ministri con Presidente Draghi. Nel video sono illustrati i documenti da produrre, chi ha diritto e le modalità operative per accedere alla detrazione fiscale del 110%. In sintesi: Procedura di Fattibilità con asseverazione di un tecnico abilitato, attestato di prestazione energetica (APE). Oltre al sismabonus rientrano anche gli Impianti di climatizzazione, schermature solari, pompe di calore.Visualizza la ns offerta 110%SUPERBONUS

ALCUNE CONSIDERAZIONI PER UN BUON ISOLAMENTO TERMICO
LA RESISTENZA TERMICA è la difficoltà del calore nell’attraversare un mezzo: solidoliquido, gas. Nel nostro caso i materiali edili utilizzati per isolare le nostre case. La resistenza termica si misura in kelvin per watt  K/W. Migliorare la Resistenza Termica significa trattenere maggiormente il calore (o il fresco) nei nostri ambienti domestici e quindi migliorare il risparmio sul costo dell’energia per sviluppare il calore propagato nell’ambiente. Scegliere uno spessore adeguato di isolamento è importante; non solo, il materiale adoperato deve avere determinate caratteristiche. Per lo stesso spessore di materiale adoperato si hanno differenti gradi di resistenza termica. Lo scopo di un buon progettista termico è definire il materiale idoneo da utilizzare e il giusto spessore di materiale da posizionare per  realizzare una barriera efficace contro la dispersione del calore. Per esempio 10 cm di EPS, equivalgono in termini di prestazioni termiche a  21 cm di pannello in fibra di legno.