01 - MURATURA

PREZZO RISANAMENTO UMIDITÀ DI RISALITA

IMPORTANTE: i prezzi indicati nel nostro prezziario possono subire variazioni secondo la località del cantiere, la quantità delle categorie dei lavori richiesti, il periodo in cui si realizzano le opere e la tempistica programmata. Se il prezzo quantificato nella nostra offerta è quello previsto nel nostro modulo di richiesta, è anche compresa la pratica progettuale e catastale; vedi il modulo di richiesta. I prezzi sono IVA di legge esclusa. Tutte le opere computate e contrattualizzate sono realizzate da HOMEPIEMONTE 

Prezzo risanamento umidità di risalita

Questa tipologia d’intervento è consigliata per le vecchie costruzioni, dove non è presente il vano interrato o seminterrato della casa. Molte volte la muratura esterna perimetrale è appoggiata su una correa di fondazione di consistente larghezza costituita da mattoni pieni e pietrame. Il piano abitativo si sviluppa entro l’altezza di risalita della capillarità (l’umidità proveniente dalla zona sottostante sopra descritta). In questo caso l’intervento che descriviamo e quantifichiamo ha lo scopo di isolare e/o interrompere quell’umidità di risalita e portarla direttamente all’esterno della muratura “proteggendo” la parte interna abitativa da quella umidità presente prima dell’intervento e migliorando sensibilmente le condizioni di abitabilità del vano.
IL FENOMENO DELL’UMIDITÀ’ DI RISALITA
la muratura in genere ed in particolare le vecchie muratura delle costruzioni dei centri storici o le case d’epoca, sono realizzate in mattoni pieni, calce e materiale lapideo, Le fondazioni sono realizzate con una “correa” di dimensioni considerevoli in mattoni e calce, posizionata lungo il perimetro della casa. Questo sistema permette la massima “traspirabilità” della muratura. Presenta però un inconveniente: la muratura del piano terra (o interrato) della costruzione è soggetta ad umidità di risalita che è la causa principale dei fenomeni di degrado.
FENOMENO: L’acqua sale per “capillarità” dalla falda fino alla muratura. Se l’acqua di falda è localizzata da -4 metri a – 8 metri dal piano di campagna (consideriamo anche l’aumento di livello della falda per pioggia), la risalita capillare normalmente è visibile fino a 1/1,50 m dal piano di calpestio (se oltre questa misura la causa è altro).
L’acqua, soggetta a capillarità, risale per aumento di volume (piogge ripetute) fino ad incontrare le microcavità presenti nella muratura (mattoni, calce) accentuando cosi il principio dei vasi comunicanti. Normalmente questa umidità tende a stabilizzarsi nelle quote sopra indicate (+1/1,50 m da piano campagna), ciò è dovuto alle dimensioni dei capillari (microcavità) della muratura. In pratica è la cosidetta legge di Jurin: “.. il liquido risalirà in misura inversamente proporzionale alla dimensione dei vasi stessi, cioè salirà tanto più in alto quanto più ridotta sarà la dimensione del capillare…”
PREZZO RISANAMENTO DI VECCHIE MURATURE DA UMIDITÀ  DI RISALITA O CAPILLARE

Realizzazione di barriera osmotica alla risalita dell’acqua per murature in mattoni pieni regolari (non devono esserci vuoti nella muratura in esame come fori, cavità..ecc..). Il protocollo prevede la realizzazione di fori a circa 30 cm dal piano di campagna da ambo i lati oppure da un lato solo (in tal caso i fori dovranno essere disposti a greca su due file). L’intervento si divide in due fasi: (la valutazione è relativa a un intervento minimo di almeno 60 ml) FASI Introduzione per caduta fino a saturazione di speciale liquido a base di idrossido di calcio, il cui scopo è accelerare il processo di carbonatazione all’interno dei fori, mantenere umidi e consolidare i capillari della muratura, per favorire la penetrazione osmotica della fase successiva: Iniezione a bassa pressione (0,5-1 bar) di uno speciale betoncino ad altissima capacità di penetrazione osmotica e impermeabilizzazione della tessitura per l’inserimento dei nuovi materiali. Scarificatura di tutti i giunti e rifacimento di fughe con rasatura a cazzuola: sostituzione media di 8 mattoni al mq.

58 €/ml
FORNITURA E POSA DI TUBO DRENANTE a doppia parete pre rivestito con filtro sintetico in tessuto non tessuto, per la captazione e l’allontanamento delle acque di falda. Fessurazione standard a 360° con 6 file di fessure. DIAMETRO mm.160. La categoria di lavoro comprende inoltre la fornitura e posa di inerte per drenaggio (L=30 cm H=1 m). Dalla categoria di lavoro è escluso eventuale posizionamento di guaina bituminosa da posare a caldo, eventuale scavo e trasporto in discarica del materiale di risulta, tubazione con dimensioni differenti o superiori a quella indicata con drenaggio a perdere. Categorie di lavoro da valutare secondo progetto o dettagli costruttivi differenti da quanto indicato. Sono esclusi gli eventuali pozzetti in cemento di raccolta (fornitura e posa).16 €/ml
INTONACO – Realizzazione di intonaco finale deumidificante per consentire il risanamento di superfici soggette ad umidità di risalita capillare anche di estrema gravità. Il principio consiste nel creare un intonaco in due strati: Primo strato: (malta + additivo) con funzione ancorante, distributrice di umidità e filtro contro i sali di calcio. Secondo strato: intonaco macroporoso (malta + additivo), grazie alla libera circolazione dell’aria attraverso i macropori, l’acqua evapora prima di arrivare in superfici. INTERVENTO PREVISTO A 40 cm da piano campagna. 40 €/mq
LA BARRIERA ORIZZONTALE EFFICACE PER ELIMINARE L’UMIDITÀ DI RISALITA
L’umidità di risalita è il fenomeno per cui l’acqua di falda tende a risalire lungo i capillari della muratura con conseguenze visibili di deterioramento dell’intonaco e alla formazione di muffe lungo gli strati superficiali. Uno dei metodi in voga per eliminare il problema è quello di sostituire il vecchio intonaco con intonaci traspiranti, permeabili al vapore e quindi facilitando attraverso l’aria in movimento l’asciugatura del vapore o acqua in eccesso presente sul muro. Il fenomeno quindi della risalita dell’acqua in questo caso lo risolviamo parzialmente realizzando un intonaco “spugna” o traspirante. L’applicazione di questa tipologia di intonaco non sempre risolve il problema dell’umidità presente internamente al muro, in quanto i capillari sono ancora liberi e quindi attivi nel trasportare l’umidità interna del muro stesso. Il metodo efficace, da noi testato, è quello di creare una barriera orizzontale e interrompere la continuità dei vasi capillari all’interno della muratura. E’ un sistema che elimina in modo radicale questa difettosità della muratura, la lavorazione è quella dell’iniezione a gravità del liquido all’interno della muratura creando una barriera orizzontale insuperabile dall’acqua di risalita. La realizzazione della barriera richiede perizia e attenzione (lo schema è quello del disegno a lato). Il metodo ad iniezione consiste nel creare dei fori nella muratura aventi un diametro di circa 16/20 mm realizzati con un percorso inclinato di circa 30° rispetto alla superficie esterna orizzontale del pavimento, una diagonale fino a una profondità di circa i 2/3 dello spessore del muro. I fori da realizzare nella muratura avranno una composizione a “triangolo” con distanza uno dall’altro di circa 25 cm a partire dalla base del muro. Il liquido iniettato deve rimanere imbibito con il suo contenitore per almeno 24 ore. L’operatore nell’usare il liquido deve necessariamente adoperare guanti a tenuta. Dopo l’iniezione, il liquido e le relative stazioni devono rimanere in posizione per almeno 24 ore, facendo attenzione di “colmare” periodicamente il livello del liquido contenuto nei vasi. Il prodotto, dopo le 24 ore di stazionamento deve consolidarsi per almeno 1 settimana. E’ opportuno inoltre attendere almeno 2 mesi prima di procedere alla realizzazione dell’intonaco del muro e quindi con la biocalce (rinzaffo+rasatura). Il problema è risolto
 umidità capillare 01 degrado da umidità cap. degrado 02
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Una malta che adoperiamo per la posa del blocchetto idrofugo colorato è Prontomalt Facciavista è una malta a prestazione garantita, applicabile a mano o pompata con idonea pompa. Prontomalt Facciavista è composto da leganti idraulici, aggregati silicei e additivi chimici speciali. Miscelare tutto il contenuto del sacco utilizzando un mescolatore meccanico (betoniera, mescolatore a coclea, ecc.) per 3 min. La miscelazione è da considerarsi conclusa al raggiungimento di un impasto omogeneo. Non prolungare la miscelazione oltre 3 min. Si può anche impastare a mano purchè l’impasto risulti omogeneo. Prima di applicare il prodotto assicurarsi sempre che il supporto sia pulito, privo di parti friabili, oli, grassi, e quant’altro possa pregiudicare l’adesione della malta. Nel caso di temperature superiori ai +30°C si consiglia di inumidire il sottofondo o i laterizi. Prontomalt Facciavista si usa con acqua pulita senza aggiungere altri prodotti. Proteggere dalla rapida essicazione o dal gelo. Non applicare su fondi, mattoni laterizi o blocchi di cemento gelato o comunque a temperature ambientali inferiori a +5°C. L’indurimento del prodotto è basato sulla presa idraulica e a basse temperature la stessa viene eccessivamente ritardata con conseguente indurimento anomalo. In caso di improvvise piogge proteggere le murature dal dilavamento. Poiché il materiale è formulato con sabbie silicee di fiume, si sconsiglia l’utilizzo di sacchi provenienti da partite diverse, poiché potrebbero esserci variazioni cromatiche.

ALCUNE CONSIDERAZIONI PER UN BUON ISOLAMENTO TERMICO
LA RESISTENZA TERMICA è la difficoltà del calore nell’attraversare un mezzo: solidoliquido, gas. Nel nostro caso i materiali edili utilizzati per isolare le nostre case. La resistenza termica si misura in kelvin per watt  K/W. Migliorare la Resistenza Termica significa trattenere maggiormente il calore (o il fresco) nei nostri ambienti domestici e quindi migliorare il risparmio sul costo dell’energia per sviluppare il calore propagato nell’ambiente. Scegliere uno spessore adeguato di isolamento è importante; non solo, il materiale adoperato deve avere determinate caratteristiche. Per lo stesso spessore di materiale adoperato si hanno differenti gradi di resistenza termica. Lo scopo di un buon progettista termico è definire il materiale idoneo da utilizzare e il giusto spessore di materiale da posizionare per  realizzare una barriera efficace contro la dispersione del calore. Per esempio 10 cm di EPS, equivalgono in termini di prestazioni termiche a  21 cm di pannello in fibra di legno.
CARATTERISTICHE DELLE COSTRUZIONI ANTISISMICHE 

Gli edifici di nuova costruzione, per essere antisismici, devono possedere i requisiti di sicurezza “nei confronti di stati limite ultimi”, ossia capacità di evitare crolli, perdite di equilibrio e dissesti gravi, totali o parziali. La struttura deve essere progettata in modo tale che il degrado nel corso della sua vita nominale (purché si adotti la normale manutenzione ordinaria) non pregiudichi le sue prestazioni in termini di resistenza, stabilità e funzionalità. La protezione contro il degrado si ottiene attraverso un’opportuna scelta dei dettagli, e delle dimensioni strutturali. Un edificio antisismico può essere realizzato in calcestruzzo armato normale o precompresso, ossia cemento con barre di acciaio (armatura) annegate al suo interno ed opportunamente sagomate ed interconnesse fra di loro. Le barre devono avere un diametro minimo di 5 mm. A seconda del rischio sismico della zona dove si costruirà l’edificio. La classe di resistenza del calcestruzzo potrà essere più o meno alta (il minimo è Classe 8/10, il massimo è 90/105). In fase di costruzione la messa in posa di pilastri e travi deve avvenire contemporaneamente, onde evitare la creazione del “giunto” che può pregiudicare la stabilità dell’edificio. L’altezza dell’edificio deve essere limitata in relazione alla classificazione sismica del territorio: le case che ricadono in zona 1, quella a massimo rischio sismico, non devono superare i due piani di altezza, se in muratura ordinaria, tre piani se in muratura armata (nel caso di progettazione semplificata). COLLAUDI: l‘edificio antisismico deve resistere a torsioni, flessioni, deformazioni, tagli, vibrazioni, fessurazioni, tensioni, corrosioni. Bisogna inoltre verificare l’aderenza delle barre d’acciaio con il calcestruzzo. Anche le costruzioni in legno sono sottoposte a prove di robustezza e staticità, in particolare per verificare la resistenza a trazioni, flessioni e compressioni sia parallele che perpendicolari alla fibratura del legno stesso. In fase di progettazione la resistenza per tutte le sollecitazioni previste si ricavano applicando le norme di calcolo illustrate nella legge. Il collaudo statico, invece, deve essere effettuato in corso d’opera.