18 - UTILITA'

LE TOLLERANZE NELLE LAVORAZIONI EDILI

TOLLERANZE DI LAVORAZIONI IN EDILIZIA

e’ IMPORTANTE che il cliente, firmatario nel nostro contratto di appalto sia messo a conoscenza in modo chiaro e preciso in merito ai riferimenti di “regolarità” d’arte previsti dalla normativa vigente. Chiarire e dettagliare le categorie dei lavori da eseguire è per noi un fattore fondamentale di serietà nei confronti del cliente.
INTRODUZIONE
Il presente documento definisce le tolleranze di lavorazione da adottare in ambito contrattuale per fissare l’accettabilità delle opere edili sia da parte del cliente nei confronti dell’impresa che da parte della stessa impresa nei confronti dei suoi fornitori/appaltatori.  La definizione delle tolleranze, definite nel presente documento, se parte integrante di una contratto d’appalto ha efficacia al fine di definire se una lavorazione risponde o meno ai principi della esecuzione a “regola d’arte”. In relazione alla particolarità di alcune opere, che non rientrano in quelle elencate nel presente documento, o qualora siano presente difficoltà superiori alla media, possono le parti concordare tolleranze diverse da quelle indicate nel documento.
APPLICABILITÀ’
Il presente documento si applica ai controlli effettuati sulle opere e sui lavori per quanto attiene le lavorazioni richiamate nella tabella al punto 8. con esclusione delle tolleranze relative ai prodotti, compresi nelle citate lavorazioni, installati o posati in opera, i cui valori pertanto sono da considerarsi esterni. Le tolleranze si riferiscono ad opere finite, lavori terminati e prodotti installati o montati in opera.
DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
Direttiva 71/316/CEE del Consiglio, del 26 Luglio 1971, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alle disposizioni comuni agli strumenti di misura ed ai metodi di controllo metrologico
Direttiva 73/362/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1973, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alle misure lineari materializzate
Direttiva 78/629/CEE del Consiglio del 19 giugno 1978, che adegua al progresso tecnico la direttiva 73/362/CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alle misure lineari materializzate.
UNI EN 30012/1 – Requisiti di assicurazione della qualità relativi agli apparecchi per misurazioni. Sistema di conferma metrologica di apparecchi per misurazioni.
TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini del presente documento si applicano le definizioni citate nelle norme UNI EN ISO 9000:2000 e UNI EN 30012/1 e i termini utilizzati nella particolare accezione di seguito definita. Apparecchiatura: dispositivo o sistema meccanico, elettromeccanico, elettrico o elettronico, in grado di misurare, eseguire test e misurare qualsiasi parte d’opera per tenere sotto controllo o per acquisire dati per la verifica della conformità dei vari parametri alle specifiche. Diagonale (squadra): misura della differenza di lunghezza tra le diagonali rilevate a partire dagli angoli alterni di un locale per determinare la squadra dei tavolati o delle pareti. Dimensioni: misura lineare rivelata per identificare l’ingombro o la posizione di un elemento. Linearità: misura rilevata per confronto accostando un regolo di 2,5 m ad un elemento e misurando lo scostamento massimo visibile. Orizzontalità/Livello/Piano quotato: è la posizione verticale di un piano. Pendenze: differenza espressa in percentuale tra i punti estremi di un piano omogeneo.Perpendicolarità/Piombo: misura in cm della differenza di posizione di un elemento rispetto ad un asse ortogonale al piano orizzontale. Planarità: è lo stato di una superficie piana che non presenta irregolarità sia convesse che concave. Quota d’imposta: misura di un piano quotato effettuata rispetto alla quota di riferimento del progetto. Quote altimetriche dal caposaldo: misura della differenza di livello tra un elemento ed il punto caposaldo definito nel progetto. Sconnessione: è la differenza di posizione della superficie di un elemento (ad es. piastrelle) rispetto alla superficie dell’elemento adiacente. Taratura: controllo e/o regolazione di un’apparecchiatura di misura e prova confrontandola con un’apparecchiatura campione o un campione per assicurare la precisione di misurazione richiesta garantendo la riferibilità della misura a campioni nazionali o internazionali.
STRUMENTI DI MISURA
6.1 Scelta dello strumento Lo strumento di misura è scelto dal tecnico incaricato dalla misurazione in relazione all’elemento dell’opera da misurare ed alla precisione richiesta. Lo strumento utilizzato dovrà essere integro, pulito ed in perfetto stato di manutenzione. Tutti gli strumenti dovranno esprimere valori numerici: si esclude pertanto l’impiego di strumenti che esprimono un attributo come ad esempio la livella a bolla.
TARATURA
Gli strumenti impiegati per le misure relative al presente documento devono essere sottoposti a controlli di conferma metrologica e taratura in accordo alle Norme UNI EN 30012/1 in modo da garantirne la riferibilità con i campioni nazionali ed internazionali. Fanno eccezione gli strumenti di misura lineare conformi alle Direttive Comunitarie 85/146/CEE, 71/316/CEE, 73/362/CEE, 78/629/CEE e gli strumenti come ad es.: il filo a piombo, che si avvalgono di un principio fisico in assenza di interferenze ambientali.
METODI DI MISURA E CONTROLLO 
  1. 7.1 Premessa Si conviene che le misure sono effettuate in contraddittorio dal personale tecnico dell’impresa di costruzioni appaltatrice e dalla Direzione Lavori del Committente ovvero da un terzo di comune fiducia delle parti sia sulle opere e gli impianti realizzati dalla stessa Impresa appaltatrice che su quelli realizzati da subappaltatori. Gli strumenti sono utilizzati in accordo alle istruzioni del loro costruttore ovvero, in difetto di queste, alle indicazioni della letteratura tecnica edile. Le tolleranze relative ai prodotti, comunque previste sia dalle norme tecniche applicabili che dai produttori o dalle associazioni di categoria, sono da considerarsi esterne all’intervallo di tolleranza relativo alle lavorazioni e quindi da sommare, con il proprio segno, alle tolleranze riportate nella presente tabella. Tutte le misure sono effettuate in modo oggettivo con l’utilizzo di strumenti che esprimano valori numerici discreti. Sono escluse tutte le valutazioni soggettive o influenzate da elementi esterni come il caso delle superfici illuminate da sorgenti laterali (luce radente). L’accettabilità del lavoro o dell’opera è determinata dal confronto diretto tra il valore riportato dal progetto ed il valore misurato al quale deve essere sommato con il proprio segno il valore della tolleranza riportata dalla presente tabella. Nel seguito sono precisate le particolari modalità di misura e controllo applicabili per il presente documento.
  2. 7.2 Campionamento delle misure Le misure dovranno essere effettuate nei punti indicati dal progetto e, in difetto di tale indicazione, nei punti apparentemente peggiori. Il numero delle misure da effettuare  non dovrà, ove possibile, essere inferiore a tre ed il valore risulterà dalla media delle misure effettuate. I punti di misurazione, qualora non indicati dal progetto dovranno essere scelti per ogni misurazione in modo da rappresentare fedelmente l’opera e quindi tenuto conto della correttezza della misurazione esente da influenze ambientali o interferenze di altre opere.
  3. 7.3 Dimensioni (misure lineari) Le misure lineari sono rilevate ed espresse in cm ed in m. Gli strumenti utilizzati sono:  Il metro per misure da 0 a 500 cm, La rotella metrica per misure da 0 a 50 m. Il misuratore laser per misure superiori a 50 m.
  4. 7.4 Squadra (diagonale) La tolleranza sulla misura delle diagonali è da intendersi riferita alla differenza tra le due diagonali misurate a terra partendo dagli angoli del locale.
  5. 7.5 Piani e livelli (orizzontalità) La misura dello scostamento e rilevata in punti distanti tra loro 4 m o, per locali più piccoli alle estremità di una parete, direttamente con un livello ottico o misurando la differenza tra l’elemento da misurare ed una linea di fede tracciata in precedenza con un livello ottico.
  6. 7.6 Planarità La planarità è indipendente dalla pendenza e dal piano quotato considerato (orizzontalità). Per i pavimenti, al fine di ovviare agli inconvenienti derivanti dalle deformazioni spontanee, il controllo deve avvenire: Ad almeno un metro di distanza dall’allineamento dei giunti, dagli spiccati in elevazione e dai punti di raccordo (soglie, pozzetti, pedane, basamenti, guide, ecc.) Entro 72 ore dall’ultimazione dei getti in modo da minimizzare gli effetti dovuti alle tensioni durante la fase di maturazione.
  7. 7.7 Perpendicolarità (Verticalità o piombo) Il metodo di controllo della perpendicolarità di un elemento (ad es. muro o pilastro) è basato sull’utilizzo, come riferimento verticale, di un filo sottile e flessibile che sostiene un peso con l’estremità conica detto filo a piombo. Lo scostamento della perpendicolarità è misurato tramite il confronto della misura ai capi superiore del filo ed estremo del cono posti alla massima distanza possibile in relazione alle dimensioni dell’opera. La perpendicolarità è misurata rispetto il piano dell’orizzonte ed espressa come differenza in cm.

Per dettagli completi sulle tabelle clicca sul link accanto: TOLLERANZE EDILI 

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